quisque faber fortunae suae
ATTENZIONE SPOILERZ!!!!
O meglio:”Se guardi alla voce CAMPO LARGO non troverai niente”. I fratelli Dardenne hanno cancellato questo tipo di inquadratura, “pedinano” i loro personaggi da vicinissimo, in maniera del tutto asettica, tenendoli sempre al centro dell’inquadratura. Non è solo una questione stilistica ma diventa indice stesso del vivere dei vari personaggi, chiusi (anche chiusi in casa, con la chiave gettata dalla finestra), costretti nella loro situazione, dal loro “destino”, senza “orizzonti”, prospettive di vita.
Un cinema claustrofobico? o vite claustrofobiche?
E quando finalmente la camera allarga, il paesaggio non è altro che un labirinto di alberi, un bosco senza uscita (forse anche senza entrata, forse un luogo protettivo).
[digressione: sarebbe bello fare un paragone con un altro film belga appena uscito, “Eldorado”, dove invece vanno per la maggiore i campi larghissimi e i paesaggi sterminati]
Sembrerebbe quasi un mondo senza speranza, dove le relazioni sono completamente dettate dai soldi (esemplare l’inizio: Lorna che mette i soldi in banca, che paga al negozio, che si fa dare un euro e dieci da Claudie), ma il finale forse fiabesco (la casetta nel bosco) da uno spiraglio e il silenzio di Lorna si rompe nel suo parlare con quel figlio da salvare. (o forse il silenzio è quello che riceve come risposta dal figlio….)
Gran film davvero, i Dardenne ne sanno.Summer Tracklist
14 – Offlaga Discopax: Lungimiranza
13 - Morgan: Altrove
12 – The National: Fake empire
11 – Grand Archives: Miniature birds
10 – Nidi d’Arac: Jentu
09 – Kate Nash: Mariella
08 – Foals: Big big love
07 – Regina Spektor: Buildings
06 – Gutter twins: All misery flowers
05 – Giardini di Mirò: Cold perfection
04 – Le luci della centrale elettrica: Per combattere l’acne
03 – Noah and the whale: Five years time
02 – Perturbazione: La rosa dei 20
01- The Dresden Dolls: Coin-operated boy
Bonus Track: Moloko: Pure pleasure seeker
Inno dell’estate: Massimo volume: Dopo che
Da rivedere (candidati per la tracklist autunnale):
Okkervil river, Modest Mouse, Editors, Wolf parade, Vampire weekend, Japanese gum, Port Royal, Jennifer gentle, Lombroso, My bloody valentine, The zen circus, Diaframma…
Concerto dell’estate: Le Luci della centrale elettrica a Novi Ligure (qualcuno sa perchè)

-la gioventù berlinese è simpatica
-i supermercati tengono aperto fino a sera tardi e le birre costano un cazzo
-è pieno di crucchi
-il nome tedesco del gufo è uhu
-i kebab sono enormi e costano meno
-i currywurst sono buoni
-i pretzel sono ancora più buoni
-le ragazze non sono tutte belle ma vestono bene (e hanno le tette grosse)
-i semafori durano un cazzo
-zio paperone in tedesco si chiama oncle dagobert
-ci sono i chioschetti di cinesi che ti danno gli spaghetti nelle scatole come nei film americani
-c’è un sacco di verde
-nei parchi ci sono gli uomini nudi
-anche le cinesi hanno le tette grosse
-anche i negri hanno le tette grosse
-ho visto un frammento di un film sovietico di fantascienza degli anni 20
-il museo cathe kollwitz
-il museo ebraico
-il centro sociale tacheles
-lo scheletro più grande del mondo
-l’archeopterix
-kreuzberg
-unter den linden (sotto i tigli!!!!!)
-alexanderplatz

Complice un ferragosto pessimo dal punto di vista meteorologico, ho colto l’occasione per guardare qualche filmino rimasto lì in stand by… con un po’ di ritardo ecco il report in ordine di visione:
(doveva essere una maratona cormaniana, poi è diventato una maratona “roba scaricata”)
“La maschera della morte rossa”: il racconto di Poe è uno dei miei preferiti, quindi l’hype era abbastanza alto per questo Corman. Purtroppo il buon Roger esagera nel grottesco e al solito è al risparmio in scenografie e fotografia. Ottimo Price “as usual” e pessime le solite scene “psichedeliche” dei sogni…. Per curiosità tutta la parte del nano prende spunto dal racconto “Hop frog”.
“Infernal affairs”: qui l’hype era molto alta e non è stata tradita. Peccato che l’aver visto “The departed” mi ha un po’ rovinato le sorprese. Tra l’altro avevo un’edizione pessima con l’audio fuori sincrono, quindi non ho goduto di una buona visione.
“I racconti del terrore”: di nuovo Corman, questa volta sicuramente meglio.
Tre episodi: il primo, “Morella”, non è male, semplice e scorrevole, fa il suo mestiere. “Il gatto nero” (in realtà ispirato anche a “Il barile di amontillado”) è quasi una black comedy, deve tutta la sua bellezza ai due protagonisti Vincent Price e Peter Lorre, che gigioneggiano come non mai. Price enologo che degusta il vino non si dimentica…. Il terzo episodio è “Il caso Waldemar”, anche questo niente male, bel racconto reso molto bene, forse addirittura il migliore dei tre.
Mi ci è voluta una settimana a rimuginarci, ecco il parto, come promesso...
Livello emotivo:
Boom! Bang! Crash! Perchè così serio?!
Bombe coltelli bazooka colpi di scena e tir che volano in aria...
Livello registico:
Grandi carrellate, panoramiche dall'alto, senso dell'azione...
Livello attoriale:
Tutti grandiosi: l'interpretazione di Ledger rischia di far passare in secondo piano gli altri, ma c'è qualcuno fuori parte?
sempre più grandi Bale e Eckhart, più le solite conferme di Caine Freeman e Oldman...
Livello "critico":
Se il bene esiste per sconfiggere il male, il male esiste per far esistere il bene.
Come il Diavolo esiste per dare senso ad un Dio buono o come il dubbio esiste per rafforzare la fede (sant’Agostino: “sine dubio fides nulla est”…più o meno…) o come il buio che paradossalmente rende “visibile” la luce…
Sono due facce della stessa medaglia (o della stessa moneta) o le due parti di una carta da gioco.
Batman ha bisogno del Joker, non è può fare a meno, sono una coppia in simbiosi e ognuno vive ed esiste grazie all’altro, ognuno da un senso all’altro (“fa tutto parte del piano”). Un’immagine e il suo riflesso nello specchio (“hai guardato nello specchio e hai visto me”) o addirittura l’Io e il suo doppio.
Tutto si basa sul dualismo (e il triangolo).
Doppio è Due Facce e dualismo è quello tra Barman e Joker, tra Bruce Wayne e Harvey Dent, tra Batman e Due Facce, tra Barman e Bruce, tra polizia corrotta e gente onesta, le due barche che devono esplodere…
Oltre al triangolo romantico c’è il triangolo Batman-Joker-Due Facce e quello finale con il commissario Gordon. A pensarci bene persino i confronti con Due Facce sono in realtà triangoli visto che lui vale per due…
A Gotham regna l’avidità, l’indifferenza, la meschinità e il conformismo (visto anche come non distinzione tra forze dell’ordine e criminalità). A tutto questo provano a mettere soluzione tre concetti Caos, Caso (uno anagramma dell’altro) e Ordine, rappresentati da Joker, Dent-Due Facce e dal Cavaliere oscuro. In realtà tutti e tre vogliono fare piazza pulita perché persino il cattivo è contro la criminalità organizzata, ormai fin troppo collusa con il potere (“questa città merita un criminale di maggior classe”), Joker non agisce con uno scopo “comune” ma è pura anarchia, anticonformismo, davvero un disadattato e per la mentalità corrente criminale “un mostro”, uno scherzo della natura. Paradossalmente è lui che fa più giustizia degli altri, facendo fuori tutti gli elementi delle varie mafie con cui prima si era alleato (quasi una sorta di virus che si insinua all’interno per far implodere/esplodere il tutto). Fa più giustizia lui di chi dovrebbe: il procuratore Dent ne è impedito da altri nella prima parte e una volta tramutatosi in Due Facce è bloccato dall’ambiguità del suo Io che esce fuori.
Paradossalmente chi potrebbe davvero farsi giustizia perché è fuori dagli schemi e fuori dalle istituzioni è Batman che però ha come principio base quello di non uccidere nessuno (“colpiscimi, avanti fallo!”).
Ci sarebbero poi da vedere tutti i personaggi "secondari", che spesso sono i veri protagonisti della vicenda (Alfred su tutti, mentore di Batman, ma anche Fox...)
Insomma troppe cose da dire, sul concetto di vendetta rimorso ambiguità del Potere della Legge e della Giustizia e tantissimo altro (mi piacerebbe prima o poi fare un’analisi confronto tra Barman e il vampiro…).
Un gran film che ha il pregio di accontentare tutti da chi ne vedrà l’aspetto più ludico ed emotivo a chi invece riuscirà a scavarne in profondità. Inoltre il bello è che pur essendo un prodotto che “vive da solo”, riesce anche ad essere perfettamente conciliante con la fonte fumettara, non viene snaturato il Barman di carta, anzi è perfettamente in sintonia con quel cavaliere oscuro cupo e pieno di rimorsi che si sviluppato nel corso degli anni (purtroppo per molti il Barman di riferimento rimane quello televisivo con Adam West o quello a cartoni animati, che peraltro non era male…).
Unica pecca forse un po’ nella seconda parte quando il gioco dei ricatti del Joker viene un po’ reiterato e tirato per le lunghe (e poi dove cazzo ha trovato il tempo di mettere in giro tutte quelle bombe?).
Capolavoro? Mah sì dai. Non il film dell’anno però che io ho ancora in testa nel cuore e nella pancia Daniel Plainview e il suo frullato…
Visti di recente:
- Arrivederci amore, ciao: due pensieri mi hanno colto mentre guardavo questo film.
Il primo è che ad avercne film del genere (e di genere) in Italia, un poliziesco-noir cattivo, senza fronzoli o palle varie. Con una regia virtuosistica quanto basta e attori decenti. Una buona produzione che riesce a non cadere nella fiction televisiva da cui Soavi viene.
La seconda è proprio su Soavi: gran regista di mestiere. Come quei calciatori che magari non sono campioni, che non fanno numeri ma tanto lavoro oscuro, così è Soavi: sa il fatto suo e sa come colpire trattenere lo spettatore, e non è roba da poco.
Poi alla citazione di Shock di Bava io mi sono commosso quindi…
- Lo sperone nudo: la mia riscoperta del genere western dura ormai da qualche anno e a poco a poco vado a ripescare alcune pietre miliari che mi mancano (come Johnny Guitar qualche mese fa…). Diciamolo fino a qualche ano fa consideravo il western un genere insulso, profondamente americano e perciò “il male” (ma erano anche gli anni in cui guardavo solo roba europea e orientale, quelle cose che piacciono tanto alla intellighenzia di sinistra…). Per fortuna mi son ricreduto.
Questo è un capolavoro, diciamolo. Perché nonostante mantenga tutti gli stilemi del genere (attacco degli indiani compreso) è in realtà un piccolo trattato sull’avidità umana, con il cattivo di turno (che per altro fino alla fine non si capisce quanto sia davvero cattivo) riesce a mettere tutti contro tutti. Ognuno interessato alla sua parte di bottino e nessuno puro o innocente o buono. Il perfetto esempio di come si possa fare un film sovvertitore di regole usando le regole stesse…
- Il braccio violento della legge: ultimamente mi piace andare sul sicuro, quindi mi sono andato a pescare questo film che avevo fino ad ora perso (sono colpevole lo so!). Che dire? Mazzata! Cioè pensare quando è stato girato fa un po’ impressione, veramente anni avanti per realismo, senso dell’azione, violenza… Nonostante abbia i suoi anni è invecchiato benissimo ed è tuttora molto bello da vedere. Gene Hackman giovane è favoloso e a Fernando Rey basta fare il gentiluomo e fare ciao ciao con la manina per essere credibile come cattivo e inquietare lo spettatore (o almeno a me ha inquietato…)
- La tomba di Ligeia: io amo Vincent Price (si era capito?). È un fatto. Quindi per me anche un film dove lui stesse lì a fare le sue faccette e nient’altro lo apprezzerei comunque… Poi adoro il gotico (inteso in senso letterario e artistico), quindi i film di Corman o della Hammer o di Bava mi mandano ai matti. È una mia debolezza, lo so.
In questo film il buon vecchio Roger si sbatte più del solito e si impegna a dare una scenografia decente alla storia con tanto di esterni in abbazie abbandonate e a Stonenge… Poi vabbè finisce sempre con fare le sue sequenze oniriche con le inquadrature sghembe ecc. Però alla fine con Price che regge la scena come al solito il risultato è più che soddisfacente enon solo per i fan come me…
- Le luci della sera: lo so a tanti è piaciuto, a me non so. Cioè non mi ha lasciato niente, non è brutto ma neanche bello. Tutti a lodare Kaurismaki che è sempre se stesso ecc… ma a parte l’inconsistenza della storia più del solito (70 minuti…), mi è parsa quasi una parodia di sè stesso: con i soliti personaggi, le solite inquadrature, i non-dialoghi… ad un certo punto mi sembrava di star guardando uno sketch dei Broncoviz dei tempi di Hollywood party….
Poi ho rivisto anche Brazil, ma merita un post a parte se non altro per menarla un po’ a qualcuno e poi devo scrivere ancora del Cavaliere oscuro ma la gestazione è lunga e complessa…

Questo film non è bello solo perché lo è da un punto di vista estetico.
Non è bello solo perché visivamente è una figata.
Non è bello solo perché ha una trama appassionante.
Non è bello solo perché è divertente e pieno d’azione.
Questo film è un (piccolo?) capolavoro perché parla di cinema. Parla dell’essenza stessa del cinema, del cinema allo stato puro.
Il cinema ha una natura onirica, non lo si scopre oggi.
Il mezzo cinematografico è instabile, in un film è difficile riconoscere un livello “reale” da uno “irreale”, non esiste un territorio neutrale che dice dove sia “la verità”. Ciò che scorre sullo schermo si impone da sé: non si mostra, esiste. Non è dato allo spettatore di dividere cosa sia vero e cosa non lo sia, come nel passaggio tra la veglia e il sonno, tra lo stato vigile e il sogno, non si riesce a distinguerle. Così è Paprika dove sogno o realtà diventano indistinguibili. Paprika è Cinema.
E poi tutte le citazioni più o meno visibili (Shining su tutti, ma anche Strange Days, qualcosa tipo Tetsuo, Kurosawa!!!???) riesce a unire immaginario orientale e occidentale (la Sfinge e Edipo?!) diventando così davvero una summa del Sogno Collettivo.
Insomma gran film che sarebbe funzionato anche come film con attori in carne e ossa: cosa sarebbe riuscito a tirarne fuori Cronenberg? E Grondy?
Paprika non è solo un trip per nerd-anime-addicted, Paprika fa bene allo Spirito!


Ok lo ammetto, l'ho scoperto per caso. però non sarebbe un buon motivo per non augurargli buon compleanno....
Walden è una di quelle opere che si cominciano svariate volte e non si finiscono mai (come delitto e castigo per me o la recherche per qualcun altro...)
Il buon Henry David Thoreau rimane comunque un personaggio notevole, affascinante, avanti di decenni rispetto ai suoi contemporanei
Lo prometto: prima o poi lo finisco di leggere!
